Onde elettromagnetiche e pericoli per la Salute

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Tralicci alta tensione

La conclusione del capitolo precedente ci ha introdotti all’argomento relativo alle paure diffuse riguardo ad un’eventuale pericolosità dell’elettromagnetismo per la salute dell’uomo. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Ben sappiamo che l’esposizione ai vari campi elettromagnetici, negli ultimi decenni, ha subito un incremento esponenziale notevole, in considerazione del fatto che continua ad aumentare la necessità dell’utilizzo di sistemi elettrici, elettronici ed informatici, sia in ambiente domestico che lavorativo. Gli aggiornamenti tecnologici repentini, così come i cambiamenti nei comportamenti sociali, inducono ciascuno di noi ad interagire costantemente con campi elettrici e magnetici, più o meno deboli o intensi, dalla semplice elettricità, per illuminazione e per il funzionamento degli elettrodomestici, sino agli apparati di telecomunicazione, per social network, telefonia mobile e molto altro.

Il problema, pertanto, investe tutta la popolazione, senza distinzione di fasce d’età, sesso o livello d’istruzione, tanto che, sovente, vengono messe in discussione le potenziali pericolosità delle onde elettromagnetiche (sia a bassa frequenza utilizzate dal Nuovo Digitale Terrestre o dalle reti 5G, fino ad arrivare agli ultravioletti in su) nei confronti, per esempio, delle fasce più vulnerabili, come bambini o anziani, oltre a focalizzarsi su quelle persone che, specie per lavoro, utilizzano sistemi elettrici ed elettronici con intensa e quotidiana frequenza.

Esistono danni provocati dalle Onde Elettromagnetiche sul Corpo Umano?

Non a caso, quindi, numerosi studi epidemiologici e di laboratorio sono continuamente aggiornati per valutare eventuali correlazioni fra l’esposizione ai campi magnetici e la possibile insorgenza di alcune malattie gravi, prime fra tutte alcune forme tumorali, quali cancro al seno o cerebrale e leucemia, ma, ad oggi, non sono mai state dimostrate chiare evidenze e responsabilità legate ad una simile pericolosità delle onde elettromagnetiche.

le frequenze elettromagnetiche interagiscono con i tessuti biologici

È tuttavia scientificamente provato che le frequenze elettromagnetiche interagiscono con i tessuti biologici, con una relazione tanto più intensa quanto il soggetto si trovi costantemente vicino alla sorgente elettromagnetica e, soprattutto, quanto più la sua potenza sia elevata.

Effetti termici legati alle frequenze elettromagnetiche

Anche in questo caso, comunque, la conseguenza negativa più evidente sul corpo umano può essere solo legata ad un effetto termico, (causato dall’assorbimento dell’energia elettromagnetica che viene irradiata sotto forma di calore), o, al massimo, lievissime scosse elettriche, valutabili in base alla continuità di assorbimento.

Va da sé, ad ogni modo, che i livelli abituali ai quali siamo, chi più chi meno, tutti esposti, sono di gran lunga inferiori ai “valori soglia”, limiti così definiti dalla Legge Italiana, con la Legge 36/2001, e successivo DPCM 8/7/2003, la quale esclude, pertanto, che, anche con un prolungato utilizzo di smartphone o pc, o guardando a lungo la televisione, non esistano prove accertate di rischi per la salute, proprio perché per causare pericolosi effetti collaterali, le onde magnetiche dovrebbero avere un’intensità di gran lunga superiore a quelli che sono abitualmente i dettami presenti negli ambienti comuni.

Ciò nonostante, studi scientifici continuano ad approfondire eventuali possibilità che si manifestino conseguenze indesiderate in virtù di esposizioni a campi elettromagnetici a lungo termine, anche a bassi livelli, al fine di escludere totalmente il riscaldamento corporeo e, di gran lunga più temute, forme nocive e pericolose.

Ricordiamo comunque che tutti i dispositivi per trasmissione dati, prima di essere messi in commercio, devono rispondere a specifiche normative che regolarizzano le percentuali di energia elettromagnetica teoricamente assimilata dal corpo umano. Si tratta dei livelli del tasso di assorbimento specifico (SAR, Specific Absorption Rate), definiti in 8 Watt/kg per l’intero corpo e 2 Watt/kg per una delle parti più esposte, la testa.

Il Progetto Internazionale CEM di OMS

Sensibile al problema e alla salvaguardia della salute di ogni essere umano anche nei confronti dei potenziali effetti negativi causati dai campi elettromagnetici, ed in risposta ai frequenti interrogativi a riguardo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), già dal 1996, ha intrapreso un progetto internazionale, denominato CEM, acronimo proprio di Campi Elettro Magnetici, che si sviluppa in un poliedrico e continuativo piano di ricerca multidisciplinare. Si tratta di un’estesa collaborazione fra studiosi di ogni parte del mondo, i quali unitamente lavorano per unificare ed approfondire le conoscenze disponibili presso le più importanti istituzioni scientifiche.

Lo scopo è quello di scongiurare preoccupazioni che periodicamente sorgono per l’esposizione a campi elettrici e magnetici, accertando e arrivando a definire, o superare, eventuali nuovi rischi sanitari, grazie agli studi e agli approfondimenti di istituzioni scientifiche di altissimo livello collaboratrici della stessa OMS.

Serve proteggersi dall’elettrosmog?

Come abbiamo visto, non esistono correlazioni dimostrate tra malattie o forme tumorali legate all’esposizione di campi elettromagnetici. Tuttavia è possibile comunque proteggersi dall’elettrosmog limitando l’utilizzo di device che sfruttano le onde elettromagnetiche, come Smartphone, ed apparecchiature Wi-Fi come ripetitori Wi-Fi, Smart TV etc, oppure dotarsi di un misuratore di onde elettromagnetiche per verificare la presenza di radiazioni elettromagnetiche molto forti e quindi potenzialmente pericolose.

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